I mezzi Akrea passano di rado e si limitano a svuotare i cassonetti. Una situazione indecente che va avanti da mesi.
L'indecenza non ha confini, sopratutto quella di Akrea. La società partecipata dal Comune di Crotone, e deputata alla nettezza urbana, è responsabile dello stato verognoso in cui versa l'area sacra di Capo Colonna.
Un'area visitata ogni giorno da dozzine di turisti e cittadini crotonesi che sul promontorio Lacinio possono godere di uno dei paesaggi più belli e struggenti dell'intera Calabria. Un'area che ospita le rovine del grande tempio dedicato ad Hera Lacinia, l'omonimo Parco, il museo archeologico, la chiesetta della Madonna di Capocolonna. Un'area sacra, e non solo ai crotonesi.
Per Akrea invece, un'area periferica dove ammassare la monnezza sulla strada e aspettare che topi e uccelli ripuliscano quello che c'è da ripulire. L'incuria e l'abbandono vanno avanti da mesi. Da settimane la situazione è quella mostrata nel video.
Cumuli di rifiuti abbandonati e NON RACCOLTI, immondizia buttata a terra dai cani randagi e dagli animali che vengono a sfamarsi nei cassonetti sempre stracolmi. Per strada e nelle aree adiacenti al Parco archeologico gira di tutto, dai tovagliolini rossi del pranzo di Santo Stefano, alle bottiglie di spumante di San Silvestro. E poi carta, cartoni, buste di plastica, bottiglie in vetro, pezzi di pizza, avanzi degli opulenti pasti natalizi, ogni genere di rifuto urbano a Capo Colonna si trova. Tutto sotto gli occhi esterrefatti dei turisti che anche d'inverno vogliono vedere i magnifici colori del promontorio Lacinio. Benvenuti a Crotone, la città sul mare che pensa alla blueconomi.



