A distanza di due anni, comunico per correttezza e chiarezza il mio allontanamento dal partito di “Azione”, che ho rappresentato in Consiglio Comunale, sempre e con coerenza dai banchi dell’opposizione.
Due anni di lavoro in cui si è cercato di radicare il partito in città insieme a tanti amici, nonostante le difficoltà di ogni tipo, soprattutto quelle interne. Diverse le posizioni e le proposte avanzate, dalle problematiche del sistema sanitario locale a quelle ambientali sino alla definizione di un programma di sviluppo industriale innovativo che ha trovato il consenso quasi unanime del Consiglio Comunale e di diversi soggetti istituzionali nazionali.
Proposte che avevano bisogno del sostegno degli esponenti regionali del partito che hanno preferito non interessarsene fino in fondo, in quanto Crotone e la sua provincia rappresentano un bacino di voti da cui attingere opportunisticamente in campagna elettorale.
Un partito è un luogo in cui le persone devono crescere, muoversi, ed identificarsi attraverso programmi ed idee, altrimenti il rischio e che tutto si traduca in un contenitore vuoto.
Ahimè, le scelte operate dalla direzione nazionale sono state errate e confuse, ed hanno prodotto lo sfaldamento e poi l’allontanamento di tanti esponenti regionali, ed il mio allontanamento oggi.
Con l’intento di dare la “Calabria ai Calabresi” si è passati da un commissariamento ad una direzione regionale, che ha fatto sprofondare il partito nelle logiche della vecchia e classica politica, che, come un tappo ha impedito la radicazione di Azione nei territori. L’azione confusa consumatasi negli ultimi giorni da parte della segreteria regionale, mi spingono a prendere una posizione chiara, per non confondermi con chi non vuole un rinnovamento della classe dirigente, ma mantenere lo status quo per un proprio vantaggio a discapito della Calabria e dei Calabresi.



