In Italia, la Consulta dei giudici ha detto no alla depenalizzazione della cannabis. È stato appena reso noto, infatti, l’esito della pronuncia della Consulta espresso in merito al referendum per depenalizzare la cannabis light. L’annuncio della bocciatura arriva direttamente da Giuliano Amato, presidente della Corte Costituzionale.
Tra i vari referendum su cui la Consulta è stata chiamata a decidere, quello riferito alla cannabis chiedeva la cancellazione delle pene (detenzione da 2 a 6 anni e sanzione pecuniaria da 26.000 a 260.000€) per coltivazioni di ridotte quantità e per il proprio consumo casalingo che, dal 2019, non è comunque perseguibile su piccole quantità, lasciando in vigore le attuali pene per i reati di associazione a delinquere e traffico illecito.
In breve, in Italia, l’assunzione di cannabis light e derivati è consentita attraverso l’uso di farmaci cannabinoidi, prescritti dai medici e preparati dalle farmacie attraverso essiccazione e macinazione di fiori da cannabis. Altra tipologia di utilizzo, previsto e legale, è tramite l’uso di prodotti normati e venduti da rivenditori ufficiali, come le infiorescenze o gli oli CBD su canapafarm.eu, che sono ottenuti da piante di Canapa Sativa L. prive di effetti psicotropi. Il suo principio attivo THC è infatti estremamente basso, pertanto non genera dipendenza. Lo scopo terapeutico di tale consumo avrebbe azione come antinfiammatorio e rilassante muscolare.
Cannabis: come si comportano gli altri Paesi Europei?
Nel resto d’Europa, ogni Stato rispetta una regolamentazione diversa e, in alcuni casi le distinzioni sono ancora più particolareggiate perché dipendono dalle singole regioni interne. Ognuna di queste, infatti, può determinare una condotta diversa sulla legiferazione.
Continuando a restare all’interno del territorio italiano, il micro Stato della Repubblica di San Marino consente l’uso della cannabis per la cura dei sintomi di alcune patologie gravi. Per ora, sembra seguire la medesima linea tracciata dell’Italia.
Il Lussemburgo è, invece sulla strada della completa legalizzazione della cannabis light il cui uso personale è già depenalizzato dal 2001. Dal 2018, invece è del tutto legale quella a scopo medico.
In Francia, la questione è affrontata in maniera simile all’Italia, ovvero reato depenalizzato ad amministrativo in caso di possesso e consumo personale. Parliamo, però sempre di dosi minime.
In Spagna, invece, ogni regione stabilisce il comportamento da assumere nei confronti della cannabis e nelle zone in cui è accettata viene consumata, sempre in modo individuale, all’interno di ambienti protetti con accesso limitato ai tesserati che fanno parte di associazioni. Anche in altre regione il consumo di modiche quantità è depenalizzato.
I Paesi Bassi hanno adottato, già negli anni ’90, una politica di tolleranza nei confronti del consumo di canapa che, non solo è depenalizzato, ma consentito ai maggiorenni nei coffee shop che vantano specifiche licenze. A breve nel Regno partirà un nuovo progetto per la produzione di cannabis autorizzato dallo Stato.
Anche l’Austria ha depenalizzato il possesso minimo di cannabis e, dal 2008 sono legali i sottoprodotti ad uso terapeutico.
Più indulgente ancora è la Repubblica Ceca che, nel 2009 ha autorizzato la coltivazione personale di 5 piante di canapa e la detenzione di 10 grammi al massimo. Inoltre, dal 2013 il Paese ha stabilito un programma medico dedicato alla canapa.
Il Belgio è un altro degli Stati che ha depenalizzato il possesso di piccole quantità non superiori a 3 grammi e ha approvato la coltivazione terapeutica all’interno dei propri confini.
La Lituania, a piccoli passi, si muove nella direzione dei maggiori Paesi Europei e, nel 2018, la popolazione ha votato all’unanimità l’utilizzo della cannabis legale.
In Portogallo è stato depenalizzato l’uso e anche la detenzione di cannabis non oltre i 25 grammi. Fuori Europa, cannabis consentita in piccole dosi e per motivi religiosi.
Uscendo dai confini europei, infatti, i contesti di legalizzazione si fanno più variegati. In Uruguay, ad esempio, dal 2013 vige il diritto all’autocoltivazione con un limite massimo di sei piante a persona per consumo ad uso personale. In Australia, ogni stato del Paese ha voce propria e, nella maggior parte di essi, il reato per il consumo ricreativo è stato depenalizzato. Legale in tutto territorio quello ad uso medico. Brasile e Canada ne consentono l’uso in modiche dosi individuali, mentre la Giamaica vive una situazione a parte. Qui, il possesso della cannabis è legale fino ad un massimo di 56,70 grammi. È, inoltre consentita la coltivazione domestica di non oltre cinque piante e i seguaci delle tradizionali religioni giamaicana e rastafariana hanno il via libera alla produzione di canapa senza limiti.



