Il mondo digitale offre ormai una grandissima varietà di siti destinati all’intrattenimento. Molti di questi prevedono necessariamente la registrazione dell’utente e la sottoscrizione congiunta di un metodo di pagamento, fondamentale per usufruire dei servizi offerti da quello specifico portale.
Forniti dunque i propri dati personali al gestore del sito, è necessario che tutte le parti coinvolte si assicurino che i suddetti dati siano effettivamente protetti e tutelati: direttamente da questa premessa, è derivata la stesura del GDPR.
GDPR: di cosa stiamo parlando
Il GDPR (General Data Protection Regulation) è il regolamento generale europeo per la protezione dei dati personali. Si tratta dunque di una normativa, approvata nel 2016 e resa effettiva soltanto due anni dopo, nel 2018, tesa a regolare tutta la gestione dei dati personali nei Paesi membri dell’Unione Europea. I suoi 99 articoli non hanno avuto bisogno di un recepimento da parte dei Paesi, poiché sono attuati direttamente all’interno dei diversi confini nazionali, senza possibilità di modifica salvo dove concesso dalle eventuali deroghe.
La definizione di un regolamento così netto ha dunque l’ovvio obiettivo di uniformare la gestione dei dati personali in tutta l’Unione: obiettivo necessario, se si considera che la protezione di questi dati è diventata – con il Trattato di Lisbona – uno dei diritti fondamentali del cittadino europeo. Tutelare questo diritto in maniera forte e decisa è inoltre un passo fondamentale, se si considera l’enorme sviluppo del mondo digitale e dei rischi connessi, legati appunto alla violazione della privacy e dei dati relativi ai singoli utenti.
Il circolo innescato dal GDPR è certamente virtuoso, poiché rafforza in tutti gli user dei diversi siti di intrattenimento digitale la fiducia verso i meccanismi di tutela adottati, garantendo dunque la crescita del mercato virtuale europeo grazie a un maggiore senso di sicurezza dei suoi utenti reali e potenziali.
A suo favore, la normativa europea contenuta nel GDPR ha certamente una grande flessibilità, che le permette di adeguarsi a un contesto in continua evoluzione quale quello digitale; si potrebbe tuttavia notare che questo Regolamento tende a delegare la gestione del rischio alle diverse aziende, limitando inoltre gran parte dell’attenzione ad alcuni casi specifici (quali la gestione di grandi quantità di dati, quando anche la violazione di pochi elementi essenziali può rivelarsi dannosa per il cittadino).
A vantaggio dell’utente che si registra su un portale che rispetti il GDPR, si può sicuramente citare la possibilità di verificare quali dati sta fornendo e gli obiettivi (ossia le finalità) con cui questi saranno trattati; la portabilità dei dati (purché essa sia autorizzata) permette inoltre una loro circolazione tra i diversi servizi online, ognuno dei quali è obbligato a denunciare all’autorità di vigilanza statale competente le eventuali violazioni (in caso di inadempienza, l’azienda che gestisce il servizio di intrattenimento subisce una sanzione pari al 4% del suo fatturato).
L’applicazione del GDPR al gioco online
Il sistema di trasparenza relativo alle finalità con cui vengono trattati i dati personali (per cui è ormai necessario esprimere esplicitamente il consenso) contribuisce a potenziare la rete di sicurezza che i principali siti di intrattenimento smettono a disposizione dei propri utenti. Il ragionamento dunque si applica a una grande varietà di offerte online, quali quelle legate a piattaforme streaming o casino europei non aams: ciò che più conta è che questi portali abbiano un dominio europeo e che dunque rispettino le norme previste dal GDPR.
Nel caso del gioco online, il rispetto da parte dei casinò digitali delle norme sulla tutela dei dati personali è condizione necessaria per l’ottenimento di licenze europee che testimonino la correttezza dell’operato del portale stesso. La sicurezza per gli utenti delle sale virtuali, nello specifico, si lega a una grande varietà di elementi: tra questi, la gestione dei dati personali è uno dei più importanti, da accompagnare alla sicurezza delle transazioni e alla verifica degli algoritmi che regolano i singoli giochi (che – nelle piattaforme illegali – potrebbero, senza mezzi termini, anche essere truccati).
Da qui, sorge la necessità, per gli utenti, di verificare costantemente che i siti di gambling (ma non soltanto) siano rispettosi delle norme europee previste dal GDPR. Si tratta di norme che spesso vengono integrate da altre disposizioni, appoggiate, nel caso del gambling, dall’EGBA (acronimo che sta per European Gambling and Betting Association). Questo è il caso, ad esempio, dell’appoggio fornito dall’associazione a una maggiore penetrazione e armonizzazione delle norme antiriciclaggio europee nel settore del gioco d’azzardo: la necessità di regole chiare per tutta l’Unione Europea è stata espressa con forza dall’EGBA, che intende dunque potenziare il quadro normativo europeo relativo al gambling, con norme che vadano ad accompagnare e integrare quelle del GDPR.



