Il Quotidiano del Sud pubblica stralci di intercettazioni sul presunto sostegno del clan Marrazzo a Flora Sculco.
Un'indagine della DDA di Catanzaro e sfociata nell'ottobre dello scorso anno nell'operazione Six Town, svela intercettazioni telefoniche "scottanti" che dipingerebbero il presunto sostegno del clan Marrazzo di Belvedere Spinello a Flora Sculco, candidata di Calabria in Rete alle elezioni regionali del 2014.
E' quanto svela questa mattina il Quotidiano del Sud in un articolo a firma del giornalista Antonio Anastasi, che pubblica stralci delle intercettazioni captate dalla Squadra Mobile di Catanzaro, e dove, alcuni indagati fanno riferimento al "partito della pagnotta" per indicare il rispettivo appoggio elettorale a Flora Sculco.
In occasione delle elezioni regionali del 2014 con 9139 preferenze Flora Sculco si aggiudicò un posto tra gli scranni del Consiglio regionale nelle liste di "Calabria in Rete". Un successo elettorale senza precedenti, che vide la figlia di Enzo ottenere migliaia di voti anche nel Catanzarese.
Nell'ottobre del 2016 l'operazione Six Town scardinò il sistema di potere del clan Marrazzo che aveva il controllo su sei comuni a cavallo tra le province di Crotone e Cosenza. Da quelle indagini scaturiscono alcune intercettazioni "sensibili" che potrebbero avallare l'ipotesi dell'appoggio dei clan alla famiglia Sculco.
In particolare il Quotidiano del Sud svela una conversazione captata in piena campagna elettorale tra Sabatino Marrazzo, ritenuto il contabile della omonima cosca, e Giovanni Battista Lombardo, altro indagato a cui il Marrazzo chiederebbe di appoggiare Flora Sculco alle imminenti elezioni regionali. Il Lombardo si sarebbe riservato di decidere solo dopo un incontro fissato con gli Sculco.
«Mi hanno fatto un appuntamento domani - dice Lombardo - con chi votate voi.. vediamo domani che esce fuori... giustamente per salire su una barca bisogna vedere pure...». "Le condizioni" aggiunge Marrazzo. Che Marrazzo avesse incontrato Enzo Sculco emergerebbe da un'altra intercettazione ancora : «..sono stato a pranzo da lui...quando ci vediamo ti spiego».
Ma nelle intercettazioni degli investigatori guidati dal Pm Domenico Guarascio ci sono anche altri soggetti ritenuti vicini alle cosche del Crotonese, e nello specifico al clan Grande Aracri di Cutro. In una di queste intercettazioni Santo Castagnino, ritenuto legato al clan cutrese, discute con Lombardo e Pietro Brisinda, candidato a sindaco di Castelsilano nelle elezioni del 2014, sull'appoggio da dare a Flora Sculco. Castagnino si dice disponibile ad appoggiare gli Sculco a patto di avere in cambio la moglie assunta nella sanità crotonese.
E' sempre Lombardo a parlare del "partito della pagnotta" conversando con un esponente politico locale che gli chiedeva chi votare alle regionali. Lombardo spiega all'esponente politico la filosofia della pagnotta mettendola in bocca allo stesso Enzo Sculco. «E poi - dice Lombardo - parlavamo della politica che è diventato uno schifo perchè ormai, ha detto Sculco giustamente:
"voi dovete votare a chi bussate e vi risponde, se ritenete giusto che io mi bussate e vi rispondo votatemi, altrimenti votate, se avete di meglio, è giusto no?"».
E ancora il Quotidiano del Sud riporta che una videoripresa girata dalla Mobile di Crotone immortala Lombardo e Castagnino entrare in via Roma nello stesso portone dove si trova la sede politica degli Sculco.



